Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Om (induismo)
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mweaAum od mweqOmcite-ref-1[1] (ॐ), è un termine mwfgsanscrito mwfwindeclinabile che, col significato di solenne affermazione, è posto all'inizio di buona parte della letteratura religiosa mwgaindiana.

• Come sillaba mwgwsacra viene pronunciata all'inizio o al termine di una lettura dei mwhamwhqVeda.
• Come mwhwmwiamantra, il più mwiqsacro e rappresentativo della religione mwiginduista, è oggetto di riflessioni teologiche e filosofiche, nonché strumento di pratica religiosa e mwiwmeditativa.
• Come fono, ॐ è generalmente definito "simbolo" dellmwjq'mwjgAum ma, invece, è soltanto scritto nel carattere sanscrito mwjwdevanāgarī e, se viene ripetuto almeno 21 volte di seguito, forma un MANTRA.

Contents

Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Origine e sviluppo del significato e della funzione della sillaba Aum nelle Upanishad vediche

Il termine mwlqAum compare indubbiamente nelle prime mwlgmwlwUpanishad vediche (IX-V secolo a.C.). Alcuni autoricite-ref-2[2] ritengono tuttavia che la sua presenza sia comunque indicata anche in un inno tardo del mwnamwnqRigveda (XV-XII secolo a.C.):

(sanscrito)

«ṛco akṣare parame vyoman yasmin devā adhi viśve niṣeduḥ yastan na veda kiṃ ṛcā kariṣyati ya it tad vidusta ime samāsate»

(italiano)

«Colui che non conosce la sillaba imperitura del Veda, quel punto supremo presso cui vivono tutti gli Dei, che cosa egli ha a che fare con il Veda? Solo coloro che la conoscono siedono qui pacificamente riuniti.»

(Rigveda I,164,39)

Una delle più antiche mwoaUpanishad vediche che esprimono significati e funzioni del termine mwoqAum è la mwogmwowChandogya Upanishad (mwpaUpanishad collegata al mwpqSamaveda e quindi al canto rituale, mwpgsaman), che al primo verso del primo mwpwkanda del primo mwqaprapataka così si esprime:

(sanscrito)

«om ity etad akṣaram udgītham upāsīta om iti hy udgāyati tasyopavyākhyānam»

(italiano)

«Occorre venerare il canto liturgico (

udgīta

) come fosse la sillaba

Om

, con

Om

infatti si inizia il canto liturgico. Ora spiegheremo.»

(Chandogya Upanishad I,1,1)

Nelle sue spiegazioni la mwqwChandogya Upanishad indica che il canto liturgico (mwraudgitha) è l'essenza di tutti gli esseri (I,1,2). Ma cos'è lmwrq'mwrgudgitha?

(sanscrito)

«vāg evark prāṇaḥ sāma om ity etad akṣaram udgīthaḥ tad vā etan mithunaṃ yad vāk ca prāṇaś cark ca sāma ca»

(italiano)

«La parola è il ṛk (Ṛgveda), il soffio vitale è il

sāman

(Sāmaveda), l

'

udgītha

è la sillaba

Om

. Parola e soffio vitale formano una coppia così come il

ṛk

con il

sāman


(Chandogya Upanishad I,1,5)

Così come senza la parola non c'è l'inno e senza il respiro non c'è il canto liturgico, questi trovano la loro essenzialità nella sillaba mwsqAum.

Ma mwswAum è anche una risposta affermativa e un saluto fausto:

(sanscrito)

«tad vā etad anujñākṣaram yad dhi kiṃcānujānāty om ity eva tad āha eṣo eva samṛddhir yad anujñā samardhayitā ha vai kāmānāṃ bhavati ya etad evaṃ vidvān akṣaram udgītham upāste»

(italiano)

«Questa sillaba esprime l'assenso. Quando si vuole dare l'assenso a qualcosa si pronuncia

Om

. E ciò a cui si dà l'assenso verrà realizzato. Colui che conosce questo venera

udgītha

come la sillaba

Om

realizzerà i suoi desideri.»

(Chandogya Upanishad I,1,8)

Da mwtgAum procede la conoscenza sacra:

(sanscrito)

«teneyaṃ trayī vidyā vartate om ity āśrāvayati om iti śaṃsati om ity udgāyati etasyaiva akṣarasyāpacityai mahimnā rasena»

(italiano)

«Da essa procede la triplice conoscenza (i

Veda

). Pronunciando

Om

si recitano (le formule del

Yajurveda

); pronunciando

Om

si innalzano le lodi (del

Ṛgveda

); pronunciando

Om

si cantano (le melodie del

Samāveda

), onorando la grandezza e l'essenza di questa sillaba.»

(Chandogya Upanishad I,1,9)

Con lo sviluppo delle successive mwuqUpanishad, le caratteristiche della sillaba mwugAum verranno ulteriormente a delinearsi.

La mwvamwvqTaittirīya Upaniṣad (collegata al mwvgKrishna Yajurveda) afferma esplicitamente che:

«

Om

è il

Brahman

,

Om

è tutto l'universo.»

(Taittiriya Upanishad, I,8)

La Morte (mwwqYama) afferma, nella mwwgKatha Upanishad (o mwwwKathaka Upanishad collegata al mwxaKrishna Yajurveda) che:

«La parola che tutti i

Veda

proclamano, verso cui muovono le austerità, per il desiderio per cui si conducono le discipline, io ti rivelo: è

Om

. Questa sillaba è davvero il

Brahman

eterno, questa sillaba è la meta suprema, colui che conosce questa sillaba otterrà quello che vuole.»

(Katha Upanishad, I,2,16-17)

Con la mwxwmwyaMandukya Upanishad (collegata allmwyq'mwygAtharvaveda) una delle ultime mwywUpanishad vedichecite-ref-3[3] la sillaba mwaaAum viene per la prima volta analizzata e scomposta foneticamente:

(sanscrito)

«So'yamātmā-adhyaksharam-Omkaro'dhimatram, pādā mātrā, mātrāsca pādā akāra ukāro makāra iti»

(italiano)

«Egli è l

'

Ātman

privo di difetto corrispondente ad

Om

guardandone gli elementi che lo costituiscono. Gli elementi che lo costituiscono corrispondono alle essenze e le essenze corrispondono agli elementi che lo costituiscono, ossia ai suoni A U M.»

(Mandukya Upanishad I, 8)

(sanscrito)

«Jāgaritasthāno vaiśvānaro'kārah prathamā mātrā, āpterādimatvādvāpnoti ha vai sarvān kāmānādisca bhavati ya evam veda»

(italiano)

«

Vaiśvānara

, lo stato di veglia è indicato dal suono

A

che è il primo elemento in quanto ottiene o in quanto è primo. Ottiene ciò che desidera e risulta primo colui che così conosce.»

(Mandukya Upanishad I, 9)

(sanscrito)

«Svapnasthānastaijasa ukāro dvitīya mātrotkarṣhādu- bhayatvādvotkarṣhati ha vai jñana-santatim, samānasca bhavati, nāsyābrahmavit kule bhavati, ya evam veda»

(italiano)

«Lo stato di sogno,

Taijasa

, è indicato dal suono

U

che è il secondo elemento per il fatto che è più in alto [di quello precedente] o perché partecipa dagli altri due [in cui sta in mezzo]. Chi lo conosce è in armonia con il Tutto, nessuno dei suoi discendenti ignorerà il

Brahman


(Mandukya Upanishad I, 10)

(sanscrito)

«Pushuptasthānah prājño makārastṛtīya mātrā miterapīter vā, minoti ha vā idam sarvam-apītisca bhavati, ya evam veda»

(italiano)

«Lo stato di sonno profondo,

prājña

è indicato dal suono

M

che è il terzo elemento, in quanto crea o dissolve. Colui che conosce questo penetra questo universo facendolo suo.»

(Mandukya Upanishad I, 11)

(sanscrito)

«Amātrascaturtho'vyavahāryah prapancopaśamah sivo'dvaita evamomkāra ātmaiva, samviśatyātmanatmanam ya evam veda, ya evam veda»

(italiano)

«Il quarto non corrisponde a un elemento è non misurabile è al di là della manifestazione e non agisce; è calmo e non duale. Tale è la sillaba

Om

, in verità è l

'

Ātman

colui che così conosce penetrando con l

'

Ātman

[individuale] l

'

Ātman

[universale].»

(Mandukya Upanishad I,12)

La sacra sillaba viene quindi analizzata dividendola nei quattro vissuti che costituiscono lo stato di coscienza: veglia, sogno e sonno senza sogni, nonché, il quarto stato, mwbwturiya, al di là di ogni definizione è l'Ultimo, il mwcamwcqBrahman.

Nella mwcwMaitri Upanishad (o mwdaMaitrayania Upanishad collegata al mwdqKrishna Yajurveda), probabilmente l'ultima delle mwdgUpanishad vediche, lmwdw'mweaAum viene indicato come suono originario (VI,3) e viene infine raccomandata la pratica della meditazione dellmweq'mwegAum come Sé.

«"Ci sono due aspetti del

Brahman

quello materiale e quello immateriale. Quello materiale è privo di realtà, quello immateriale è reale, è il

Brahman

è la luce. La luce è il sole, esso è

Om

. Esso divenne il Sé e divenne tre parti.

Da questo tutto l'universo è intessuto." Così disse. Il sole è

Om

: su questo meditate e su questo concentrate il vostro spirito.»

(Maitri Upanishad VI,22)

La sillaba Aum nella letteratura religiosa post-vedica

Nel mwgwmwhaManusmriti ("Le leggi di Manu", opera databile a cavallo della nostra Era), raccolta di disposizioni mwhqmwhgdarmiche, precetti sociali e norme etiche, viene stabilito che:

«Egli deve sempre pronunciare "

Om

!" alla fine e all'inizio della recitazione dei

Veda

, perché se non c'è prima, [la recitazione dei Veda] si perde, se non c'è dopo, questa si dissolve.»

(Manusmriti, II,74)

Non solo...

«Un sacrificio che consiste nel recitare [la sillaba

Om

e il verso in onore di

Savitṛ

] è dieci volte migliore di un sacrificio regolare; se mormorato è cento volte migliore; è se è [recitato] solo con la mente è tradizionalmente considerato mille [volte migliore].»

(Manusmriti, II,85)

Quest'ultimo verso del mwjwManusmriti è esemplificativo del processo di interiorizzazione di mwkamwkqmantra e formule sacrificali proprie della letteratura vedica, interiorizzazione che andrà a sostituire, con le annesse esegesi e credenze articolate nella successiva letteratura religiosa, il mwkgsacrificio vedico, promuovendo così la nascita della mwkwreligione induista.

La sillaba Aum nell'induismo

mwmaAum è il mwmqmwmgmantra più sacro e rappresentativo della religione mwmwinduista, religione nata dal mwnabramanesimo a sua volta sviluppo del mwnqVedismo.

Così Gianluca Magi:

«Attraverso la meditazione sull'Aum, simbolicamente localizzato al centro del cuore, si perviene alla realizzazione conoscitiva dell'assoluto (brahman/atman). Aum cinge passato, presente, futuro e tutto ciò che esiste oltre il passato, presente e futuro. Nell'induismo rappresenta la triplice sapienza (trayi vidya) - i tre Veda fondamentali (Rigveda, Samaveda, Yajurveda) -, l'alfa e l'omega del ciclo cosmico, i cui tre momenti costitutivi sono rappresentanti dalla Trimurti.»

(Gianluca Magi, Om o Aum, "Enciclopedia filosofica" vol. 8. Milano, Bompiani, 2006, p. 8102)

Esso è considerato il mwoqsuono primordiale che ha dato origine alla mwogcreazione, che viene interpretata come mwowmanifestazione stessa di questo suono.

Secondo le scritture induiste, il mantra mwpqAum rappresenta la sintesi e l'essenza di ogni mwpgmantra, mwpwpreghiera, rituale, mwqatesto sacro, mwqqessere celeste o aspetto del mwqgDivino.

In virtù di questo, la sillaba mwraAum viene recitata in apertura delle letture religiose, della pratica della mwrqmwrgPūjā e del mwrwmwsaYajña.

Essendo venerata dagli induisti come il 'suono originario', viene appellata come mwsgakshara (eterna) o anche come mwswekakshara (la sola cosa eterna) e mwtapranava (da mwtqpra e mwtgnu, udire un ronzio, per via della sua pronuncia nasalizzata).

Tre in uno

Questo mantra viene spesso utilizzato per rappresentare simbolicamente la sintesi di tre aspetti differenti del "tre in uno", un tema comune in molti aspetti dell'induismo. Questo implica che la nostra attuale esistenza definita come mwugmithya ('realtà apparente'), deve essere trascesa al di là del corpo e della mente intuendo che la vera natura dell'infinito, la natura di Dio, è immanente, trascende la dualità, mwuwessendo e mwvanon essendo, e che non può essere descritta a parole, ma solo sperimentata.

All'interno di questo simbolismo mwvgmetafisico, il mwvwmwwatre viene rappresentato dalla curva più bassa, mentre la curva più alta e la coda sono rappresentate da mwwq, sottomesso all'Unità, rappresentato da un punto e da una piccola ombra luna-crescente, conosciuta come mwwgchandra-bindu (mwwwbindu indica lmwxa'mwxqanusvara ovvero il "suono successivo" o "suono nasale" marcato da un punto sopra la linea e che appartiene alla vocale che precede, di grande importanza mistica).

Seguono alcuni esempi di mwxwtre aspetti in uno che possono essere simboleggiati dallmwya'mwyqAum.

Come si può vedere dalla tabella, esiste anche un mwaq4quarto suono: esso, però, è mwaq8trascendentale e consiste nel silenzio che segue i tre suoni del mantra. È un "suono silenzioso", un momento di assoluta mwaracontemplazione che rappresenta l'immanifesto, la condizione primordiale dell'Essere che precede la manifestazione.

L ' Aum e le Murti

Approfondimento

In

Lingua tamil

, la sacra sillaba è indicata da un carattere la cui forma ricorda la sagoma della testa d'elefante di Ganesha.

I vari aspetti della mwarcDivinità sono venerati dagli induisti attraverso il sistema delle mwargmwarkMurti; molte delle rappresentazioni di tali aspetti sono chiamate con l'appellativo mwaroOmkara od mwarsOmkareshvara, ossia "avente la forma dellmwarw'mwar0Aum". Le varie forme divine vengono paragonate alla sacra sillaba e descritte quindi come illimitate, quali aspetti vibrazionali di tutto il creato.

Ad esempio, lmwar8'mwasaAum viene attribuito a mwaseGanesha, la cui figura è spesso rappresentata nella forma di questo simbolo. Un altro esempio può essere la danza cosmica di mwasiSiva con cui egli crea, preserva e distrugge i mondi; questa danza viene vista come il riflesso dellmwasm'mwasqAum.

Si dice che sia l'approssimazione più aderente dell'esistenza cosmica nel tempo e nello spazio, quindi del suono più vicino alla Verità.

Pronuncia corretta e recitazione

Aum è la somma e sostanza di tutte le parole che possono essere emesse da una gola umana. È il suono primordiale fondamentale, simbolo dell'Assoluto Universale. Il mantra Aum deve essere pronunciato, con concentrazione, in un modo ben preciso e con energia:

• La mwasoA deve originarsi dalla regione dell'ombelico ed emergere dalla gola;
• La mwaswU la si pronuncia rovesciando la lingua;
• La mwas4M termina sulle labbra e la vibrazione termina sulla sommità del capo.

Anche se viene suddiviso in tre, la sua recitazione deve avvenire come un unico suono. Il mwataquarto suono, come si è visto, non viene pronunciato attraverso la mwatevoce; tuttavia esso è il momento più importante della recitazione, in quanto è pura contemplazione, e va ricordato e vissuto come tale.

In molti mwatmashram e mwatqtempli induisti si esegue la pratica dellmwatu'mwatyAumkara (od mwatcOmkara), ossia la ripetizione di mwatg21 Aum. Dietro a questo numero c'è una precisa simbologia.

La sillaba Aum nel buddismo

La sillaba mwatwAum con i suoi sacri significati è stata propugnata, diffusa e spiegata fin dalle prime mwat0Upanishad vediche, quindi almeno dal VI secolo a.C. In ambito mwat4buddista la si riscontra nel cosiddetto "mwat8buddismo esoterico" oggi afferente ai canoni mwauacinese e mwauetibetano.

Nel primo ambito, la sillaba mwaumAum è pronunciata all'inizio delle mwauqmwauuDhāraṇī riguardanti il mwauygarbhadhatu (胎藏界).

Sempre in questo ambito le tre componenti fonetiche dellmwaug'mwaukAum, ovvero A/U/M, vengono rispettivamente a indicare le tre parti del mwauomwausTrikāya: mwauwdharmakaya, mwau0sambhogakaya, e mwau4nirmanakaya.

In ambito tibetano è invece posto nell'importante mwavamwavemantra mwaviOm Mani Peme Hung (mwavmsanscrito: mwavqmwavuOṃ Maṇi Padme Hūṃ) relazionato al mwavybodhisattva della compassione mwavcAvalokiteshvara.

In ambito buddista, la sillaba sanscrita mwavkAum è così resa nelle altre lingue asiatiche:

• mwavwlingua cinese: 唵 mwav0ǎn
• mwav8lingua coreana: 옴 mwawaom o mwaweam
• mwawmlingua giapponese: 唵 mwawqon
• mwawylingua tibetana: mwawcom
• mwawklingua vietnamita: mwawoúm

Il simbolo dell ' Aum in devanagari e in altre scritture asiatiche

Il simbolo dellmwaxu'mwaxyAum (ॐ) deriva dall'unione di due caratteri del devanagari: ओ ('au') + ँ ('m' nasale) riportati in mwaxccorsivo. Risultando il devanagari una scrittura non precedente all'VIII secolo d.C. questo simbolo è quindi di gran lunga posteriore alla sillaba mwaxgOm presente in testi anteriori almeno al VI secolo a.C.

Note

cite-note-11. mwaagRomanizzato anche come mwaakOṁ od mwaaoOṃ, più correttamente mwaas; il mwaawdiacritico inserito nella 'm' di mwaa0Oṁ e nel meno diffuso mwaa4Oṃ, o, più propriamente, Om̐, ha lo scopo di nasalizzare la vocale che precede in questo caso la mwaa8o che nel mwabasanscrito è fondamentalmente un mwabedittongo risultante foneticamente dalla contrazione delle vocali 'a' e 'u' che pronunciate rapidamente danno il suono di 'o' (Cfr. al riguardo: Margaret Stutley e James Stutley. mwabiDizionario dell'Induismo. Roma, Ubaldini, 1980, p. 312).
cite-note-22. Cfr. ad esempio:mwaby mwabg«Evidence of its use as an invocation occurs in the mwabkmwaboRigveda; though it appears in a relatively late section (1.164.39), this note dates the practice to at least 1200 BCE.» mwabs(Anne-Marie Esnoul. mwabwOm in mwab0Encyclopedia of Religion vol. 10. NY, MacMillan, 2005, p. 6820.)
cite-note-33. Occorre precisare che questa mwaceUpanishad è profondamente radicata nel commento (mwacikarika) attribuito a mwacmGauḍapāda (VIII secolo d.C.) di cui fa parte integrante. Qui ci riferiamo esclusivamente ai passaggi inerenti alla tarda mwacqUpanishad vedica e quindi a quella parte del primo capitolo della mwacukarika. Tale precisazione si rende necessaria quando si considera che la mwacykarika di Gaudapada esprime nel suo mwaccmonismo radicale una dottrina dell'illusorietà del mondo lontana dalle concezioni dei mwacgmwackVeda e delle mwacoUpanishad vediche, testi per cui, invece, il mondo è assolutamente reale (Cfr. mwacsCarlo Della Casa. mwacwOp. cit. p. 415).
cite-note-41. Richiama la mwadaMandukya Upanishad I,8-12 con i tre aspetti di veglia, sonno e sonno profondo.
cite-note-52. Conosciuto anche come mwadqSavitri o mwaduGayatri è il mwadyRigveda III, 62, 10.

Bibliografia

• Anne-Marie Esnoul. mwadoOm in mwadsEncyclopedia of Religion vol. 10. NY, MacMillan, 2005
• Guy L. Beck. mwad0Sonic Theology: Hinduism and Sacred Sound. Columbia, S.C., 1993

Altri progetti

Altri progetti

• Wikiquote
• Wikimedia Commons

• Wikiquote contiene citazioni sull'Oṃ
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sull'Oṃ

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) om, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.